MESSAGGIO DEL DOTT. ANTONIO PITEA (PRESIDENTE FONDAZIONE IRRM)

Ansia, stress e nei casi più gravi anche depressione: queste le conseguenze più immediate di due anni di Pandemia. Un approfondito studio condotto in Svizzera ha constatato che la Pandemia è stata vissuta dalla fascia di età tra i 13 e i 24 anni come un periodo di rottura biografica. Lo studio ha evidenziato, come era facile intuire, che la Pandemia aveva contratto le sfere della socialità, del tempo libero, della vita familiare, della Scuola con la conseguenza di innescare fenomeni di isolamento e un improvviso rialzo compensatorio con il ricorso al social, che non ha risparmiato, anche se in forma minore, gli adulti. Aspetti positivi sono stati riscontrati tuttavia in un maggior coinvolgimento della loro responsabilità, in una rivalutazione dei rapporti affettivi in ambito familiare e un maggior desiderio di affacciarsi anche a pratiche sportive, non solo all'aperto, per l'interruzione delle offerte ludiche che prima monopolizzavano o quasi il tempo libero.

In realtà è emerso che malgrado una profonda e accurata conoscenza di tali aspetti comportamentali l'intervento pubblico non è stato in grado di approntare politiche di sostegno, specie a queste fasce d'età, che sembrano disorientate e in balia di nuovi stimoli e per nuove proposte di riappropriazione dei propri spazi in maniera precipitosa e incontrollata. 

Non va trascurato l'effetto negativo sulle più avanzate fasce d'età, non solo genitori o docenti, a casa anche della DAD, che ha indebolito la costanza, l'efficacia e la valenza della loro funzione educativa e di sostegno. Sull'argomento sarebbe il caso di avviare, anche attraverso Associazioni e Enti privati iniziative e incontri di confronto e di proposte.

E con la Fondazione degli Istituti Riuniti di Ricovero Minorile non ci siamo distratti; al contrario abbiamo intensificato le nostre iniziative del Nido, delle Scuole Materna e dell'Infanzia, con la stessa Città dei Talenti che si occupa di adolescenti.
È vero che i più piccoli hanno vissuto questo periodo con minore "sofferenze" (ma con maggiori sacrifici da parte di genitori e nonni) forse "sorpresi" per la maggiore intensità della vita familiare ma anche per la "privazione" della socialità scolastica.
Noi abbiamo certamente contribuito con la reiterazione, per i nostri piccoli, del progetto estivo “E…State Insieme” nei locali di Flumini di Quartu.
Oggi, dopo la ripresa delle nostre attività a San Vincenzo e a San Giorgio con l'irrinunciabile contributo di tutta l'Organizzazione, delle Coordinatrici, degli educatori e assistenti, avvertiamo questo ritorno ad una normalità - che non è ancora tale - ma che traspare chiaramente dalla ripresa del clamore e della gioia delle "urla" di tanti piccoli.
Tutto ciò ci stimola a programmare, ove possibile, un ulteriore intervento operativo della
Fondazione, con un impegno concreto in scuole elementari e non solo.
Intanto vi auguro un buon Anno Scolastico.

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