I bambini al tempo del coronavirus

La chiusura delle scuole come misura preventiva al diffondersi del nuovo virus ha portato un po’di scompiglio nella vita delle famiglie, 

non di certo abituate a fronteggiare avvenimenti improvvisi di questo tipo.
Questo tempo cambia la routine a cui siamo abituati, il lavoro, l’accompagnare i figli a scuola, incontrare gli amici, vedere le partite allo stadio, ecc
Ora, per il bene di tutti, tutte queste azioni, questi comportamenti quasi scontati, devono essere momentaneamente sospesi.

Non si respira di certo un’aria di vacanza, la chiusura delle scuole solitamente le richiamano, ma la realtà che ci appare è molto lontana, quasi a ricordare i tempi del coprifuoco, per chi lo ha vissuto.
Si può spiegare tutto questo ai bambini?
Lo chiediamo alla dott.ssa Adele Meirani, coordinatore psico-pedagogico delle nostre scuole dell’infanzia.
E’ importante parlare con loro, talvolta noi adulti sottovalutiamo le capacità di comprensione dei bambini. E’ vero che ogni età ha un livello di sviluppo cognitivo differente e
un pensiero differente, ma se noi siamo capaci di adattare il nostro linguaggio, le parole e il modo in cui ci poniamo a loro, tutti i concetti possono essere accessibili ai bambini.

La scuola dell’infanzia che ruolo potrebbe avere in questo momento?
"È importante che venga comunque mantenuta una continuità di relazione. Come scuola noi lo stiamo facendo attraverso la pubblicazione di brevi video che ci permettono di entrare in relazione con loro. Abbiamo riscontrato un grande entusiasmo per l’iniziaitiva sia tra i genitori che tra i bambini, che ci hanno inondato di disegni e pensieri.

Il consiglio è quello di prendere questo tempo così particolare come stimolo per trovare nuovi modi per stare uniti seppur distanti e per imparare e scoprire con ancora più creatività."



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